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Funzione

La funzione dei castelli sardi in epoca giudicale era prettamente militare e difensiva. Disseminati lungo i confini dei quattro regni, nei quali era divisa l'isola, erano costruiti in posizione elevata ''a protezione delle rispettive frontiere e a controllo dei più importanti passi o vie di comunicazione del territorio''.

Con la penetrazione pisana e genovese, che portò alla disgregazione tre dei quattro giudicati, i castelli sardi conobbero un differente tipo di sviluppo. Intorno ad essi sorsero numerose ville che potevano usufruire, in questo modo, sia di protezione sia di ''migliori sistemi di produzione e di incanalamento sui mercati dei loro prodotti''.

Questo processo fu interrotto con la dominazione aragonese. La guerra tra la corona d'Aragona e il giudicato d'Arborea impose il ritorno all'antica e pressoché esclusiva funzione militare del castello. Al termine del cinquantennale conflitto con Arborea, la corona non ebbe più la necessità di mantenere in piedi nell'isola ''costose strutture fortificate e così la maggior parte dei castelli sardi, persa la loro funzione, concluse il proprio ciclo vitale, andando inesorabilmente verso una irreversibile decadenza''.

Queste vicende segnarono anche la storia del castello di Acquafredda.

Concepito come fortezza militare giudicale, partecipò, tra il XIII ed il XIV secolo, allo slancio intrapreso in campo economico-sociale dai pisani. Fu poi conquistato dai catalano-aragonesi nel 1324, e divenne, in un primo periodo, una concessione feudale. La castellanìa di Acquafredda, che comprendeva allora, oltre alla fortezza, una piccola rete di ville, divenne ''una carica ambita con una presumibile discreta rendita'' consistente in uno stipendio di 250 libbre di alfonsini minuti per il soldo di dieci clienti e per le spese di mantenimento della fortezza. Le spettavano, inoltre, tutti i redditi, i profitti, i dazi riscossi a Ville Nove de Serussi (Villanova di Saruis a di Siliqua), a Villa Perutxa (l'attuale Villaperuccio) a Ville de Borro (l'attuale S. Mariedda a Villamassargia), a Ville de Masiu e Golvi (centri non localizzati).

Anche il castello di Acquafredda, agli inizi della guerra tra la corona d'Aragona e il giudicato di Arborea, fu richiamato all'originario ruolo militare per via della posizione chiave occupata all'interno del sistema strategico-difensivo del regno. Assunse un ruolo importantissimo e resistette a numerosissimi attacchi, sferrati a più riprese dalle truppe arborensi. A conferma di ciò, a partire dall'aprile del 1365, i documenti riguardanti il castello di Acquafredda contengono continue richieste di approvvigionamenti di viveri (aceto, olio, carne salata, fave), del ''materiale necessario per affrontare gli assedi ed armare le macchine da guerra'' e di riparazioni agli edifici del borgo e del castello.

Con la fine della guerra il castello perse progressivamente la sua funzione militare in quanto la ''sua opera protettiva non era più necessaria''.

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Titolo  Formato Peso
Il castello di Acquafredda Formato pdf 1250 kb
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