| 1918 - Touring Club - Guida d'Italia - Sardegna |
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Siliqua m. 53. (Vitto ed all. in qualche modo presso Pinna Luigi).
Siliqua-Acquacadda-Giba. Carrozz. con serv. autom., km. 43, 1 corsa al g., ore 2.20 c, I cl.
Lire 4.35, II cl. Lire 3.35.
Dalla staz. di Siliqua m. 53, a
300 m. dal paese, la carrozz., passato il Cixerri, diverge verso S, in parte incassata in lunghe trincee, rasenta il piede del
bel dirupo isolato del Cast. di Acquafredda o di Siliqua m. 253, km. 4 c. (il Castello che appartenne ai
Gherardesca, rievoca le tragiche vicende che susseguirono la morte del Conte Ugolino), e valica a 150 m. le falde del M.
Gùtturu Maria m. 364, scendendo tosto nella aperta V. del Riu sa Schina de sa Stoia che poi segue
sinuosam. dappresso in chiusa vallata.
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| 1951 - Camera di Commercio di Cagliari - Guida della Sardegna |
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SILIQUA — Il paese, che ha un'origine molto antica, appartenne al giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria di Decimo. Nel suo territorio sorgeva il castello
dell'Acquafredda, del quale restano ancora alcune rovine. Il castello, che appartenne come Siliqua, alla famiglia dèi
Gherardesca, dopo la tripartizione pisana del giudicato di Cagliari, e in cui fu messo a morte Vanni
Gubetta, complice dell'arcivescovo Ruggieri, il personaggio immortalato da Dante, passò nel 1295 sotto il diretto dominio di Pisa e del giudice d'Arborea. Nel 1324 fu inutilmente assalito e accerchiato dagli
Aragonesi, che lo ebbero tuttavia alcuni anni dopo. Nel 1412 il territorio venne dato in feudo dal re d'Aragona Fer-dinando a Pietro
Ogier. Siliqua venne poi incorporato nel marchesato di Villacidro e Palmas e ai suoi ultimi feudatarii i Bou Crespi di
Valdaura, fu riscattato.
SILIQUA — Nel territorio sono diversi nuraghi in gran parte disfatti: Monte
Oru, de S'Arcu, Miali, Domu de is perdas ed altri. Su un colle piramidale il Castello di Acquafredda offre ancora interessanti rovine nelle opere avanzate di mezza costa, protette da merlature e da feritoie. I muraglioni sull'alto del colle sono imponenti e denotano la robustezza dell'opera che si fa risalire al secolo
XII. In paese la parrocchiale di San Giorgio presenta avanzi del secolo XIV.
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| 1952 - Touring Club - Guida d'Italia - Sardegna |
Al termine di un lungo rettilineo, alla Canton. M. Perdosu si entra fra le prime alture dell'Iglesiente; sulla
sin., a qualche distanza, spicca isolato l'alto picco coronato dai resti del
Cast. di Acquafredda o di Siliqua m 253, costruito verso la metà
del sec XIII ad opera dei Giudici di Cagliari, e appartenuto in seguito
ai Donoratico e ai Della Gherardesca; esso ricorda le tragiche vicende
che seguirono la morte del Conte Ugolino e le lotte che per vendicarlo
il figlio Guelfo sostenne contro Pisa. Rimangono imponenti ruderi del
mastio e lunghi tratti della cortina difensiva.
Km 30.2, si lascia a sin. la
carrozz. per Giba, e a d. per Vallermosa, e si entra in Siliqua m 66, ab. 3603
(Loc. Zedda, 10 l.; autocorr.: per Cagliari; per Iglésias), villaggio adagiato sopra un rialzo, sulla sin. del R.
Cixerri; la parrocch. di S. Giorgio conserva strutture e iscriz. del sec. XIV.
Carrozz. da Siliqua a Villacidro km 23.5, che corre verso N, per la pianura in corso di bonifica, in lunghi rettilinei, e raggiunge, km 7.3, Vallermosa m 70, ab. 1825 (locanda). Si continua con lievi ondulazioni; a km 11.7 una strada campestre a sin. porta (km 1) alla Miniera di M.
Zippiri m 112, della Soc. Monteponi, che coltivava un filone di piombo con ganga
baritica. Km 13.9, alla Cant. dell'Acquacotta m 76, un quadrivio: la strada a d. porta a
Villasor, pag. 204 ; quella di fronte a Samassi, continuando a sin. si giunge, km 23.5, a Villacidro m
267.
Si corre ora nella pianura, in corso di
bonifica, sulla sin. del R. Cixerri, di cui si traversano vari affluenti. Nelle
campagne quasi spoglie d'alberi si alternano seminati e pascoli.
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